Cari fratelli e sorelle, oggi vorrei raccontarvi la storia della mia conversione e quella di Rosa, mia moglie, che è avvenuta contemporaneamente.

Ho lavorato per molti anni a Milano dove, dal 1961 al 71, ero occupato presso una grande industria la cui sede era a poche centinaia di metri dalla prima cappella aperta dalla Chiesa in quella città. Ogni giorno, per tutti gli anni in cui la cappella era aperta, sono passato in quei pressi senza mai incontrare i missionari, né essi sono mai arrivati a suonare alla nostra porta, che era sempre nella stessa zona, poco distante, forse perché il custode dello stabile impediva loro l’accesso ai numeri interni.

Da qualche tempo ero tuttavia pressato da una proposta di lavoro che ci avrebbe riportato a Genova. Non ero particolarmente interessato perché il lavoro che conducevo mi piaceva ed era ben retribuito, ma le mie origini genovesi mi suggerivano, dopo tanti anni trascorsi lontano dalla mia città, di tornarvi prima o poi. Ad un certo punto, proprio nel 71, vi fu una accelerazione e Rosa ed io decidemmo di accettare la proposta genovese.
Ci trasferimmo quindi a Genova ed io iniziai il nuovo incarico di lavoro. Ma le cose non andarono bene e dopo poco più di un anno ci rendemmo conto che non potevamo continuare. Dovevamo prendere una decisione.
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